Eliachesuona feat. Hermess — Dopo due lunghi percorsi artistici individuali, firmano il loro primo brano insieme, ispirato all'anime Naruto, con la straordinaria partecipazione di Massimiliano Lotti, doppiatore del mentore di Naruto, Jiraiya.
Il tema del brano è profondamente sentito da entrambi i cantautori: il non sentirsi valorizzati nella società in cui si vive. Un filo conduttore che unisce le loro penne e che richiama anche la narrazione dell'anime, in cui Naruto intraprende il suo percorso per diventare Hokage.
Elia Agostini, cantautore e producer ravennate trapiantato a Bologna, classe '96. Riflessivo, irriverente, (auto)ironico e tragicomico, affronta temi profondi con la capacità di sdrammatizzare senza banalizzare. Tra i suoi lavori: Talpa dal muso stellato, Te e Lei, Super//flùo.
Cantautore e pianista bolognese. Scrive canzoni intime e luminose nate dal bisogno di guardarsi dentro e trasformare la fragilità in possibilità concreta. Nel suo suono si incontrano il cantautorato italiano della tradizione e le sonorità più contemporanee.
Com'è Essere Me nasce come un monologo intimo e necessario: la voce di qualcuno che è cresciuto sentendosi solo, costantemente osservato e giudicato, fino a ritrovarsi a vivere dentro un'identità che non aveva scelto. È il racconto crudo di cosa significa crescere ai margini, percependo lo sguardo degli altri come qualcosa che ti definisce prima ancora che tu possa raccontarti.
Il riferimento a Naruto è centrale e tutt'altro che decorativo: un personaggio che fin da bambino viene guardato con paura e sospetto, rifiutato per qualcosa che non ha scelto e non può cambiare. La sua storia diventa una lente potente attraverso cui parlare di isolamento, incomprensione e della fatica quotidiana di restare presenti a se stessi quando il mondo sembra voler cancellare la tua voce.
Dentro questa solitudine, però, non c'è solo dolore. C'è anche una forma silenziosa di resistenza: il coraggio di non sparire, di restare, di continuare a esistere per quello che si è davvero. La domanda che attraversa il brano — "Perché mi guardano così?" — non è una provocazione, ma una richiesta profonda di umanità e di ascolto reale.
Il titolo nasce dal bisogno di ribaltare completamente lo sguardo: spostare l'attenzione dal giudizio esterno all'esperienza interiore. Un invito a fermarsi e chiedersi cosa significhi davvero essere l'altro, prima di etichettarlo e definirlo.